Cura dei Capelli

“COSA C’È DI BELLO IN UN TRATTAMENTO NATURALE PER CAPELLI? LA GIOIA TRA LE DITA”.

I nuovi trattamenti per capelli lavera fanno una bella schiuma, agiscono in profondità e profumano

Da sempre i capelli lucenti e sani sono espressione di fascino e bellezza, sottolineano il carisma e aiutano l’autostima. Ma una capigliatura fluente non è solo innata, bensì anche il risultato dei trattamenti giusti. Una detersione delicata, unita ad un trattamento idratante, è alla base del rituale quotidiano.

Favolosa lucentezza, forza o volume? Non c’è alcun problema! A seconda delle necessità, lavera propone diversi trattamenti appositamente studiati per il tipo di capello come quello colorato, danneggiato o fine. Questi prodotti sono stati perfezionati da una formula sviluppata da lavera a base di principi vegetali e ricca di proteine che idrata e rafforza i capelli. Il capello risulta setoso, lucente e particolarmente facile da pettinare.

Questi prodotti specifici contengono inoltre una combinazione di principi attivi estratti da ingredienti biologici di alta qualità. Nel rispetto della natura, i prodotti contengono tensioattivi delicati che aggrediscono il meno possibile i capelli e l’ambiente. Le sostanze detergenti a base di olio di cocco e zucchero puliscono i capelli delicatamente.

Meglio di no! Gli errori da evitare nella cura dei capelli

Il nemico n. 1: Elastici dei capelli con parti in metallo

Quando si utilizzano gli elastici è necessario fare attenzione che non siano troppo stretti per non spezzare i capelli. Bisognerebbe inoltre evitare gli elastici uniti per mezzo di parti in metallo che sfregando il capello lo rendono crespo, e nel caso di capelli fini o danneggiati potrebbe spezzarli. Una buona alternativa è rappresentata dai moderni elastici a spirale che, non avendo alcun tipo di chiusura, fissano i capelli senza rovinarli. Un altro errore: pettinare con angoli aguzzi perché spezzano il capello facilmente.

Ancora un altro suggerimento: se non riesci ad evitare i fermagli in metallo (per esempio nel caso di particolari acconciature raccolte), è meglio asciugare completamente i capelli prima di passare all’acconciatura.

Il nemico n. 2: Lo strofinamento con l’asciugamano

I capelli bagnati sono dieci volte più delicati di quelli asciutti. Evitate di strofinare troppo i capelli con l’asciugamano ma di tamponarli delicatamente in modo da preservarne la struttura. I capelli particolarmente secchi e danneggiati soffrono molto se vengo strofinati in modo aggressivo quando sono bagnati. Un effetto secondario indesiderato: il capello risulta spento. 

Il nemico n. 3: Coda di cavallo con i capelli bagnati.

Le donne con i capelli lunghi conoscono questo problema. Dopo il lavaggio i capelli lunghi bagnati disturbano se ci si vuole spalmare la crema o truccarsi. Allora si ricorre velocemente all’elastico facendosi una coda o uno chignon. Stop! È meglio raccogliersi i capelli con una fascia morbida in cotone. Gli elastici rigidi (sia con il metallo che senza) sui capelli bagnati ne rovinano la struttura; quando i capelli si asciugano il volume raddoppia e quindi un elastico troppo stretto li spezza. 

Il nemico n. 4: Spazzole con setole in metallo o plastica.

Se usi ancora questo tipo di spazzola, è giunto il momento di cambiare. Non è detto che debbano essere per forza dannose, ma a lungo andare una spazzola in setole naturali è la scelta migliore per i tuoi capelli. Le setole puliscono il capello in modo delicato e distribuiscono il sebo naturale del corpo sulle punte rendendo il capello lucente ed evitando che si secchi. Inoltre le setole naturali massaggiano il cuoio capelluto donando un completo relax!

Il nemico n. 5: Spazzolare i capelli ribelli in modo errato.

Chi lo avrebbe mai detto? Pettinarsi in modo sbagliato, quindi dall’attaccatura fino alle punte, potrebbe rovinare i nostri capelli. Questo vale per i capelli con nodi o crespi. Pettinandoli in questo modo non si fa altro che spostare i nodi più in basso rendendo la spazzolatura più faticosa. Meglio partire dalle punte e risalire gradatamente.

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